Fagiolone II, la progettazione

La progettazione è una parte fondamentale nella costruzione di uno strumento, è il momento in cui le idee cominciano a prendere forma, alcune vengono scartate per lasciare posto ad altre, e lo strumento comincia ad avere un senso. A parte per l’aspetto estetico, che avrà modo di svilupparsi e migliorarsi durante la costruzione seguendo l’ispirazione del momento, la progettazione iniziale serve a determinare i parametri tecnici: fidatevi, non sottovalutate questo passaggio, o potreste ritrovarvi a metà lavoro con una mascherina che sborda dal corpo, il ponte che non ci sta sul top o la linea mediana che vi risulta agli occhi essere sgradevolmente non in mezzo. Fidatevi.

Il disegno

I principali parametri da fissare e da essere certi che possano coesistere sono fondamentalmente la lunghezza del diapason (cioè la distanza tra capotasto e ponte), che influenzerà la posizione del ponte sul corpo e la distanza tra i tasti, e il fatto che tutti i vari componenti abbiano effettivamente lo spazio fisico per esistere.

Lo strumento che ho scelto di seguire in questa rubrica è Fagiolone II, che per ora ha questo nome in onore del suo avo, ma che sicuramente in fase di costruzione ispirerà un soprannome più calzante a se stesso. Sarà un bel basso a 4 corde, con i tasti questa volta, scala lunga ma non troppo da 860mm, ponte fisso e due pickup singoli.

Una cosa furba da fare ora sarebbe prendere un bel foglio A1 e tracciare una riga che sarà la vostra mediana, segnare il riferimento del capotasto ad un’estremità (lasciando lo spazio per la paletta), misurare 860mm e segnare il riferimento del ponte e disegnarne i contorni, per poi disegnare la forma del basso relativa alla mediana (magari usando come modello qualche template standard conosciuto) e verificare poi che tutti i componenti ci stiano in modo agevole. Purtroppo io non lo farò perchè sono molto pigra e soprattutto perchè ho il vantaggio di avere come dima reale il mio buon vecchio Fagiolone I, il solo e unico. Ma tutto questo procedimento è quello che ho fatto con lui e con tutte le sue colleghe chitarre made in Ross. Quindi ve lo consiglio caldamente, tutto sarà più semplice e chiaro.

Le dime

Abbiamo il disegno del corpo e ora ci serve trasformarlo in una dima, cioè una sagoma solida di un materiale che potrebbe essere multistrato o mdf da almeno 15mm di spessore, che ci farà da modello quando freseremo i contorni. Questo sarà più o meno facile a seconda degli utensili che avete a disposizione. Quello che vi servirà sicuramente come minimo è un seghetto alternativo, una lima bastarda (non è un insulto, si chiama così), e tanto olio di gomito. Più il risultato finale sarà preciso e privo di gobbe sui bordi, meglio verrà il corpo dello strumento quando sarà fresato.

La stessa cosa si fa con il manico. Per disegnare i fori della paletta vi servirà avere in mano le meccaniche e simulare la loro posizione verificando che tutte le distanze siano corrette. Per il contorno sbizzarritevi. Il vero e proprio manico invece dovrà avere delle dimensioni precise per far sì che le corde abbiano lo spazio sufficiente e non eccessivo, e soprattutto i bordi dovranno essere perfettamente dritti. Per questo vi consiglio due cose: prendete online un pdf di un manico standard, oppure prendete le misure di un basso che possedete e usate quelle dimensioni, senza variare troppo, e poi, nel fare la dima, usate una barra di legno o di ferro che sapete essere dritta e fresate i bordi della dima seguendo questo riferimento, perchè rifinita a mano non verrà mai dritta.

Il prossimo passo

Ora abbiamo le due dime con le mediane di riferimento, il prossimo passo è scegliere dei legni di qualità. Online potete trovare siti che vendono legname e contatti di fornitori di varie zone. Il legno va toccato e annusato, quindi vi consiglio di farvi un po’ di viaggio e andarvelo a scegliere di persona piuttosto che farvelo spedire. Io ancora non ho idea dei legni che userò, settimana prossima andrò da un mio fornitore e mi farò ispirare, vedremo cosa verrà fuori.

Al prossimo articolo e…occhio al diapason!