Naturalmente, una delle parti più importanti di uno strumento, soprattutto in un basso, è il manico. Esso deve essere fatto con un legno di ottima qualità perché si accollerà la maggior parte della vibrazione, dovrà resistere ad una tensione non indifferente, e dovrà essere comodo da impugnare e di perfetta suonabilità.

Sgrosso

Per il manico cominciamo prendendo il nostro bel pezzo di palissandro piallato a 20mm e tracciamo una bella linea mediana di riferimento. Sia che abbiate la dima completa del manico, sia che abbiate semplicemente le misure al capotasto, al 12esimo e a fine manico, disegnate il trapezio centrato rispetto alla linea mediana. Dopo il capotasto poi partirà la paletta: io ho realizzato una dima in mdf per verificare precedentemente che ci stessero le meccaniche e che l’angolatura delle corde fosse corretta. Sempre stando attenti alla linea mediana disegnamo anche la forma della paletta.

Bene, ora abbiamo le nostre linee di riferimento, non ci resta che fare il primo sgrosso. Con la bindella o il seghetto alternativo ritagliamo la forma tenendo 2 o 3 mm di bordo dalla linea disegnata, sarà poi la fresa a fare il lavoro di fino.

Ragazzi, se siete al vostro primo manico vi sconsiglio di farlo in palissandro, perchè ho fatto una fatica epocale per convincere la bindella a non bloccarsi ogni 10 cm. Almeno questo mi dà una certezza: più il legno di un manico è duro, più è stabile e soprattutto migliore sarà il suono.

Shape e fori delle meccaniche

Ora prendiamo la nostra dima, se siamo stati così diligenti da farne una apposta, oppure una barra di legno o di ferro che sappiamo essere dritta, per rifinire i due lati del manico. Fissiamo la dima o la guida con del biadesivo e/o con dei morsetti e, utilizzando la fresa con il cuscinetto superiore, seguiamo i bordi del nostro template fresando pochi mm per volta, per evitare di scheggiare il legno.

Alla fine del lavoro avremo ottenuto un bel manico dritto e un’insopportabile puzza di palissandro fresato che aleggia intorno a noi.

E arriva il momento della paletta: facciamo la stessa cosa utilizzando la dima e la fresa, oppure una levigatrice cilindrica. Il primo metodo è più sicuro soprattutto per i più inesperti, il secondo richiede più manualità, controllo e attenzione, per evitare di sbordare dalla forma e magari togliere materiale necessario alla meccanica. Con la fresa andate sempre sul sicuro; stando comunque molto attenti perché anche lei può fare la birichina.

Dopo aver rifinito la forma della paletta andremo a fare i fori per le meccaniche e per questo passaggio vi consiglio di munirvi di un metodo che vi garantisca un foro il più perpendicolare possibile. In commercio ci sono vari accrocchi a cui potete agganciare il vostro trapano per farlo stare più o meno dritto. Il metodo più infallibile, ovviamente, è quello del trapano a colonna, ma non è proprio un attrezzo da hobbista della domenica, non tutti possono dire di averne uno in cantina. In ogni caso, qualsiasi metodo abbiate scelto dovrete assicurarvi di avere fatto, con un cacciavite o con una punta da segno, un invito per la punta del trapano, che così non avrà scelta se non forare esattamente dove volete voi.

Dopo qualche minuto di fumo di palissandro altamente tossico e maleodorante, ho ottenuto i miei bei 4 fori netti e precisi.

Il prossimo passo sarà fresare il canale per il truss rod e incollare la nostra bellissima tastiera di acero occhiolinato.

Al prossimo articolo e…cambio l’aria và, che sto palissandro è letale.